Decalogo contro le allergie stagionali

Decalogo contro le allergie stagionali

Con l’arrivo della primavera, inizia la fase da bollino rosso per chi soffre di allergie ai pollini. L’alta concentrazione di questi allergeni nell’aria identifica quindi questa stagione come particolarmente problematica per gli allergici. Tuttavia, è doveroso ricordare che, a differenza di quanto comunemente si pensa, la pollinazione non inizia ad aprile, ma a dicembre-gennaio. Ovviamente il bollettino varia a seconda delle località, in base alle temperature atmosferiche: ad esempio, nei mesi freddi i pollini del cipresso sono pressoché assenti in regioni dal clima freddo come il Piemonte, ma è sufficiente spostarsi nella vicina Liguria per sviluppare i sintomi dell’allergia. E non solo… gli sbalzi di temperatura all’interno di una stessa area e di una stagione benevola per chi soffre di questa patologia, possono incidere sulla pollinazione di una pianta.

Cosa deve ricordare il soggetto allergico per evitare o quantomeno mitigare gli effetti dell’allergia ai pollini?

Con l’allergologo dott.Gianni Cadario, Direttore della SC di Allergologia e Immunologia Clinica dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, abbiamo redatto un piccolo ma significativo decalogo, che trovate a seguire.

  1. Solitamente, chi soffre di allergie stagionali avverte sintomi più intesi al mattino presto e alla sera. Quindi, si sconsiglia ad esempio di areare gli ambienti domestici in quelle ore.
  2. L’uso della mascherina, imposto dalla pandemia, sicuramente riduce l’inalazione di allergeni pollinici, perché si tratta comunque di una barriera. Infatti, si constata un certo calo dei sintomi, nei pazienti allergici, da quando è obbligatorio indossare la mascherina.
  3. Analogamente, l’attenzione più accentuata all’igiene, come lavarsi le mani più spesso o cambiare rapidamente abito al rientro in casa, ha anche ridotto l’incidenza di malattie infettive e il ricorso agli antibiotici: tutti elementi che complicavano talvolta il decorso clinico dei soggetti allergici.
  4. Non frequentare i parchi e i prati nei periodi di maggiore pollinazione, il rischio è di sviluppare una crisi d’asma anche in chi non ne ha mai manifestate in precedenza. Il pericolo è comunque sempre quello di un netto peggioramento dei sintomi.
  5. Gli antistaminici sono farmaci esclusivamente sintomatici: alleviano o eliminano i sintomi ma non curano la malattia.
  6. L’unica terapia causale (che agisce cioè sulle cause della malattia allergica) è rappresentata dall’immunoterapia specifica. Questa terapia, con minimi e infrequenti effetti collaterali, è ora disponibile anche in compresse che il paziente può assumere a casa con estrema comodità.
  7. Anche e soprattutto nei bambini è raccomandabile l’immunoterapia in quanto nell’età evolutiva riesce ad incidere cambiando in senso favorevole la storia naturale della malattia allergica con effetti collaterali praticamente assenti.
  8. Gli ultimi pollini a scomparire, ossia quelli delle composite, sono presenti nell’aria fino a fine ottobre; novembre e dicembre sono mesi di relativa calma in Piemonte, ma subito dopo ricomincia la nuova stagione di pollinazione.
  9. La betulla inizia la pollinazione già da febbraio, ma è sufficiente vi sia una giornata con temperature più miti e la pianta effonde immediatamente il polline.
  10. La malattia allergica respiratoria più diffusa è riconducibile ai pollini di graminacee. Per tale motivo si tende a identificare la stagione dei pollini con la pollinazione delle graminacee (aprile maggio giugno e parte del mese di luglio). Queste piante sono poco presenti nelle località marittime, per cui chi è allergico, potendo recarvisi, sta subito meglio. Tuttavia, è preferibile comunque non abbassare la guardia perché al mare si trovano altri pollini in maggiore concentrazione, tipo la parietaria (in Liguria, ad esempio, è decisamente più presente che in Piemonte), l’olivo e il cipresso.
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