steoporosi: insorgenza, MOC e Vitamina D

Osteoporosi: insorgenza, MOC e Vitamina D... Intervista al prof. Giancarlo Isaia

L'osteoporosi è considerata una malattia subdola, che non offre segnali d’allarme se non quando sopraggiunge una frattura non provocata da un trauma; colpisce in prevalenza le donne, ma non risparmia gli uomini; si manifesta dopo i 65 anni di età, eppure può colpire, seppur in percentuale decisamente meno importante, anche soggetti giovani. Questa patologia dell'apparato scheletrico è caratterizzata dalla bassa densità minerale e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea. Come scoprirla? Si può evitarla o rallentarne il processo? Quali sono gli stili di vita da adottare e quali quelli da evitare?

Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Isaia, Professore di Geriatria dell’Università di Torino e Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino.

Quali mezzi abbiamo per scoprire se soffriamo d’osteoporosi?

Con un semplice esame diagnostico non invasivo e indolore, la densitometria ossea (detta anche MOC), siamo in grado di rilevare strumentalmente la densità minerale delle ossa e quindi determinare la presenza e lo stato di avanzamento della patologia.

Chi dovrebbe sottoporsi a questo esame?

Iniziamo con il sottolineare che non tutte le donne devono sottoporsi alla densitometria ossea, anche se rientrano nel range d’età più a rischio; così come, invece, è indicata per uomini o donne giovani che presentano determinate caratteristiche o peculiari stili di vita.

Il medico di base è in grado di dare indicazioni sui fattori di rischio, che essenzialmente sono l’età, e la menopausa per le donne, legate a:

  • presenza di una o più fratture non traumatiche;
  • familiarità (ad esempio madre e nonna con osteoporosi);
  • assunzione prolungata di cortisone o altri farmaci (tra i quali antiepilettici, alcuni antidepressivi, farmaci per la cura del tumore al seno o alla prostata, ormoni tiroidei…);
  • estrema magrezza o obesità;
  • sedentarietà;
  • alcolismo;
  • tabagismo.

E’ noto il legame tra magrezza e carenza di Vitamina D, indispensabile per la salute delle ossa, perché cita anche l’obesità?

Il tessuto adiposo produce le adipochine che sono un particolare tipo di citochine che vanno a danneggiare l’osso. Inoltre, più si è grassi minore è la presenza di Vitamina D nel sangue perché questa viene “sequestrata” e diluita dal tessuto adiposo.

Perché le donne in menopausa sono più a rischio?

Quando una donna va in menopausa, la sua produzione estrogenica è repentinamente ridotta. Questo choc estrogenico può determinare un danno sullo scheletro favorendo l’attività degli osteoclasti, cellule che tendono a distruggere il tessuto osseo.

Quindi è consigliabile sottoporsi a MOC con l’inizio della menopausa?

No, non nella fase iniziale. La densitometria si può fare dopo un anno o due dall’inizio della menopausa. A quel punto può essere già avvenuta una riduzione della massa ossea, prima no.

Alcune patologie possono agevolare la comparsa dell’osteoporosi?

Sì. Le principali sono:

  • diabete;
  • ipertensione;
  • ipertiroidismo;
  • iperparatiroidismo;
  • celiachia;
  • tutte le malattie di malassorbimento;
  • alcune rare malattie endocrine come il morbo di Cushing.

Quando può colpire soggetti giovani?

L’osteoporosi giovanile è diffusa soprattutto tra soggetti che soffrono, o hanno sofferto, di anoressia o, se donne, di amenorrea. In questi casi i farmaci non sono molto efficaci, ma si tende a mantenere la situazione, prescrivendo dosaggi consistenti di vitamina D e integrando il calcio laddove sia carente nell’alimentazione, oppure correggendo i fattori di rischio.

Sappiamo che la Vitamina D è sintetizzata dal nostro corpo a partire dall’assorbimento dei raggi solari dalla pelle. Quindi, che utilità possono avere gli integratori se, ad esempio, ci si espone poco al sole?

La vitamina D che noi acquistiamo è già quella che normalmente viene prodotta dalla pelle quando ci si espone al sole. Assumendo il colecalciferolo, introduciamo il composto che si trova nell’organismo dopo che c’è stata l’irradiazione solare.

Come si può prevenire l’osteoporosi?

E’ necessario fare una premessa: ciascuno di noi ha un destino biologico determinato: ciò che ci hanno regalato i genitori ce lo teniamo. Però abbiamo anche la possibilità, e ci sono studi di epigenetica che l’hanno dimostrato, di attenuare gli effetti negativi dei geni o, per contro, rendere peggiori i geni buoni: gli stili di vita possono interferire con l’evoluzione genetica delle persone. Se la genetica è “sfavorevole”, ossia favorente la comparsa dell’ospeoporosi, si può fare in modo di attenuarne gli sviluppi. E si tratta di accorgimenti molto semplici:

  • tenere il peso all’interno di un range ideale (ossia, non eccessiva magrezza né obesità);
  • non fumare;
  • fare regolare attività fisica (una camminata quotidiana - 8-10 mila passi - a passo sostenuto);
  • sana alimentazione.

Ci faccia un esempio di “sana alimentazione” per contrastare l’osteoporosi.

Si tratta di una dieta preferibilmente ricca in latticini, che contengono calcio e fosfato. E’ positiva la dieta mediterranea. Evitare i cibi molto fritti o molto grassi. Mangiare molta verdura e frutta, poca carne. Usare olio d’oliva, non esagerare con il sale (per dare più sapore si possono usare le spezie). Va benissimo anche la dieta vegetariana, mentre escluderei quella vegana assoluta.

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