Patologie delle valvole cardiache

Patologie delle valvole cardiache: oggi la cura può essere mininvasiva TAVI e Mitraclip sono due metodologie mininvasive utilizzate per intervenire sulle valvole aortica e mitralica nei pazienti per i quali la chirurgia tradizionale sarebbe rischioso.
Un nuovo traguardo per la cura di soggetti che fino a poco tempo fa risultavano inoperabili.

Non più interventi chirurgici invasivi e lunghi tempi di degenza e recupero né circolazione extracorporea e, in alcuni casi, anestesia generale. Oggi le patologie delle valvole cardiache possono essere curate (soprattutto in pazienti inoperabili) con metodologie più rapide e decisamente meno rischiose, senza lasciare cicatrici e con ottimi risultati in termini di qualità e quantità di vita del paziente.
L’argomento costituisce l’incontro dei Martedì Salute del 10 aprile 2018 con i cardiologi Mauro De Benedictis e Giuseppe Musumeci, moderati dalla cardiologa Maria Rosa Conte.

Le metodologie affrontate, e spiegate con lessico divulgativo, sono la TAVI e la MITRACLIP.

TAVI è l’acronimo di Transcatheter Aortic Valve Implantation e ormai risulta essere un tipo d’intervento molto diffuso e con ottimi risultati.

Quando la TAVI è un intervento necessario, e su quali pazienti?

Per TAVI si intende l’impianto di una valvola aortica biologica attraverso un catetere introdotto generalmente (ma non solo) nell’arteria femorale – spiega il Dott. De Benedictis - Questo intervento è indicato in presenza di stenosi severa della valvola aortica in pazienti che presentano un rischio aumentato se sottoposti al tradizionale intervento cardiochirurgico, o che vengono addirittura giudicati inoperabili.
Peculiarità della TAVI è la sua mininvasività: il torace non viene aperto, non occorrono né anestesia generale né circolazione extracorporea; la degenza ospedaliera è breve (3-5 giorni) e la dimissione avviene direttamente al domicilio del paziente, senza passare attraverso un centro di riabilitazione. La decisione di offrire questo intervento al paziente viene presa congiuntamente dal cardiologo interventista e dal cardiochirurgo, dopo aver attentamente valutato il profilo di rischio di ogni singolo caso, insieme con l’anestesista ed il cardiologo clinico. Tutte queste figure compongono il cosiddetto Heart Team, necessario per stabilire la migliore scelta terapeutica per ogni paziente.
Le prime procedure sono state eseguite nel 2007, e da allora oltre 300.000 interventi di TAVI sono stati eseguiti in tutto il mondo
”.

La MITRACLIP viene invece utilizzata per curare l’insufficienza valvolare mitralica.

Ce ne parla il Dott. Musumeci:
La patologia valvolare mitralica è una delle più diffuse nel mondo occidentale. Dopo i 65 anni, quasi il 10% delle persone rivelano un problema della valvola mitrale, che diventa poco continente (ossia perde sangue indebolendo il cuore).
Si tratta di pazienti ad alto rischio, con una funzione cardiaca ridotta, perlopiù inoperabili, e oggi possiamo trattarli con la MITRACLIP che viene inserita nella vena femorale. E’ una procedura in costante aumento: si è passati dai 500 ai 1.000 interventi, dal 2015 al 2016, in Italia; viene realizzata solo nei Centri più importanti (4 in Piemonte), è molto delicata, probabilmente la più complessa che esegue il cardiologo interventista. Sicuramente, questo tipo d’intervento migliora la qualità della vita e, in alcuni casi, la allunga
”.

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