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Con l’intento di aggiornarvi su novità e notizie pubblicate su siti di comprovata validità scientifica, L’Associazione Educazione Prevenzione e Salute vuol essere a fianco dei cittadini con informazioni e chiarimenti, grazie all’impegno dei diversi medici che con essa collaborano.

Buona lettura!

In questo numero:


ACE-inibitori, sartani e COVID-19

Per adesso, che gli ACE-inibitori e i sartani facilitino l’infezione da COVID-19 è solo un’ipotesi di ricerca

In questi giorni si sono diffuse notizie sul presunto ruolo dei farmaci per l’ipertensione (ACE-inibitori e sartani) quali facilitatori dell’infezione da COVID-19. In merito a questo tema, la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) condivide la posizione, scientificamente rigorosa, espressa dalla SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa): “allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, la suddetta relazione rappresenta solamente un’ipotesi di lavoro e di ricerca, che non deve assolutamente portare il paziente iperteso a sospendere la terapia antipertensiva.

I dati attuali mostrano una prevalenza dell’ipertensione arteriosa pari al 30,3% della popolazione; quasi 19 milioni di italiani ne sono affetti. Questa patologia rappresenta un fattore di rischio primario di malattia e di mortalità cardiovascolare, da sola o in comorbilità con altre patologie acute e croniche. I farmaci ACE-inibitori costituiscono il 36,7% delle prescrizioni, mentre i sartani il 32,5%. In termini numerici, un terzo dei pazienti trattati assume un farmaco ACE-inibitore.

Il buon controllo clinico delle patologie cardiovascolari rappresenta un fattore protettivo in più nei riguardi della mortalità da COVID-19.

Gli anziani non devono limitarsi ad evitare contatti e a trattenersi di più in casa, ma devono essere consapevoli che la scrupolosa osservanza della terapia cronica assegnata e il monitoraggio dei parametri clinici, auto-misurabili o rilevati direttamente dal medico, fa parte della strategia di prevenzione individuale, importantissima

Estratto da: osservatoriomalattierare.it


COVID-19 e problemi cardiaci: quale legame?

Della COVID-19 abbiamo imparato a conoscere i danni polmonari, ma nelle ultime settimane, alcuni studi hanno iniziato ad evidenziare il legame tra l'infezione e le patologie cardiache. Non è ancora chiaro come il nuovo coronavirus influenzi la salute del cuore, ma tra le "condizioni pregresse" che aumentano il rischio di complicanze serie della malattia, in prima linea sembrano esserci quelle cardiovascolari.

RELAZIONE A DOPPIO SENSO. Secondo l'American College of Cardiology, «ci sono state segnalazioni di lesioni cardiache acute, aritmie, ipotensione, tachicardia e di un'alta proporzione di malattie cardiache concomitanti negli individui contagiati, specialmente in coloro che richiedono cure intensive». La presenza di malattie cardiache pregresse è un elemento che può aumentare il rischio di esito sfavorevole della COVID-19, ma questa potrebbe essere solo una faccia della medaglia.

Una certezza è che cuore e polmoni lavorano in stretta connessione (basta calmare il respiro per avvertire un rallentamento nel battito cardiaco, e velocizzare le inspirazioni per sentire il cuore che aumenta il ritmo). Se il cuore è già debole e fatica a pompare sangue ossigenato al resto del corpo, un'infezione delle vie aree profonde, con relative difficoltà nell'ossigenazione del sangue, è uno stress ulteriore su quadro già complesso.

In questo, il coronavirus SARS-CoV-2 non ha certo l'esclusiva. È noto che i pazienti con influenza corrono un rischio aumentato di attacchi di cuore e malattie cardiovascolari. In base a uno studio del 2018 pubblicato sul New England Journal of Medicine, nei sette giorni successivi a una diagnosi di influenza è sei volte più probabile avere un infarto.

Estratto da: focus.it


Ed infine…alcuni preziosi consigli su dieta e attività fisica nei giorni del “IO STO A CASA”

Il movimento stimola il sistema immunitario contro le infezioni e previene malattie croniche e depressione

La letteratura scientifica ha dimostrato che svolgere quotidianamente attività fisica moderata esercita una potente funzione preventiva nei confronti dell’insorgenza di numerose patologie croniche (malattie oncologiche, cardiovascolari, diabete di tipo 2, osteoporosi, patologie neurodegenerative) ma anche di depressione e ansia patologica. Inoltre, essere attivi favorisce il mantenimento di un corretto peso corporeo, riducendo l’insorgenza di sovrappeso e obesità, noti fattori di rischio per lo sviluppo delle malattie più diffuse nei paesi occidentali. Infine, è opportuno tenere presente che l’attività fisica regolare di moderata entità sembra in grado di stimolare il sistema immunitario, esercitando sull’organismo effetti protettivi. Si è, infatti, osservato che i soggetti moderatamente attivi, rispetto ai sedentari, sono meno a rischio di incorrere in infezioni di varia natura-

Ecco una serie di consigli per muoversi anche in casa, mentre si fanno le attività domestiche, e per fare esercizio fisico nei modi e i tempi corretti per la nostra salute:

  1. Organizza la routine casalinga: più attività fisica in meno televisione possibile
  2. I lavori domestici sono come una palestra. Pulire casa può essere paragonabile ad una vera e propria attività fisica: strofinare, rassettare, raccogliere, lavare e sistemare, sono tutti movimenti che contribuiscono a farti bruciare calorie e a tonificare i muscoli
  3. se puoi prendi le scale quando esci per motivi di necessità
  4. svolgi tutti giorni almeno 30 minuti di attività fisica
  5. Se hai un giardino privato o un terrazzo pratica il giardinaggio
  6. Siamo quel che mangiamo, mangiare troppo e in maniera non corretta può causare sovrappeso, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, diabete e quindi aumentare il rischio di malattie cardiovascolari»
  7. Segui la dieta mediterranea, non mancano numerosi studi a riguardo che testimoniano come grazie a questa alimentazione si può vivere più a lungo e si ha minor probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore
  8. Consuma: 55–60% di Glucidi, di cui l’80% complessi (pane integrale, pasta, riso, mais) e il 20 % di zuccheri semplici; 10–15% di Proteine; 25–30 % di Grassi (olio di oliva); frutta e verdura in abbondanza in quanto ricche di vitamine, minerali, antiossidanti e fibre
  9. Ricorda che la vitamina C, la vitamina E (contenuta negli olii vegetali), gli antiossidanti polifenolici come il resveratrolo (contenuti nei frutti e nell’uva) ed infine i carotenoidi come il licopene (contenuti anch'essi nella verdura) sono importantissimi.
  10. Limita carni e salumi.

A presto!


Comitato di redazione

Laura Amodeo, Psichiatra
Carlo Budano, Cardiologo
Lucio Buffoni, Oncologo
Alberto Milan, Internista
Filippo Castoldi, Ortopedico
Francesco Zenga, Neurochirurgo

Coordinamento: Alessandra Scagliola, giornalista
Presidente Associazione Educazione Prevenzione e Salute: Cattia Fonsatti
Coordinatore iniziative: Carola Brion de Lucis

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