Vertigini: cosa fare

Vertigini: cosa fare Intervista con il Dottor Sergio Lucisano

L’etimologia delle parole è fondamentale per comprenderne il significato, come conferma il dizionario il vocabolo latino “vertere” significa infatti girare e scopriamo che già ai tempi antichi si usava il termine “vertigo capitis” per definire il “giramento di testa”.

Da sempre, quindi, l’uomo è stato vittima di quel sintomo che arriva all’improvviso provocando la sgradevolissima sensazione di rotazione dell’ambiente circostante attorno al corpo, o viceversa. Ai giorni nostri si stima che in Italia, ogni anno e almeno una volta, ne sia vittima circa il 30% delle persone. Un fenomeno diffuso, causa di preoccupazione e di un malessere che impedisce di svolgere qualsiasi attività, anche la più semplice come scendere dal letto.

In questo mese, vertigine e instabilità hanno inaugurato il nuovo ciclo dei Martedì Salute, con gli interventi di tre oratori d’eccezione: Roberto Albera, Sergio Lucisano e Giancarlo Pecorari, otorinolaringoiatri della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Lo straordinario successo di pubblico e le numerose domande poste ai medici offrono spazio a un ulteriore approfondimento con il Dottor Lucisano, uno dei massimi esperti italiani e direttore del Centro di Vestibologia dell’Ospedale Molinette di Torino.

Intervista con il Dottor Sergio Lucisano


Dottor Lucisano, all’insorgenza di uno o più attacchi di vertigini a chi ci si deve rivolgere?

Noi otorinolaringoiatri siamo i medici dell’unico apparato che è deputato esclusivamente all’equilibrio, cioè il labirinto posteriore. Nella classica vertigine parossistica dei sassolini (otoliti), nella maggior parte di volte, risolviamo il problema con una rapida manovra liberatoria e spiegando al paziente quale tipo di movimento potrebbe cagionare un altro episodio.
Tuttavia, in patologie come la Malattia di Ménière la risoluzione è impervia e richiede l’utilizzo di terapie ed esercizi per attenuare i sintomi. Però, è basilare ricordare che la comparsa di attacchi di vertigine può avere numerose cause; nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di problemi all’orecchio, ma non dobbiamo mai trascurare cause neurologiche, internistiche, cardiocircolatorie, articolari, muscolari… Ma, come già detto, l’orecchio è perlopiù il primo ed unico responsabile delle vertigini.

Le vertigini colpiscono a qualsiasi età o sono un disturbo circoscritto all’età avanzata?

Colpisce prevalentemente gli over 60 ma, bambini a parte (tranne rarissimi casi), anche i giovani possono sperimentare questo sintomo che crea un disagio molto importante e, a quanto riferiscono molti pazienti, spesso si associa alla sensazione di morire. Ovviamente, nella persona anziana instabilità e vertigini diventano sintomi molto pericolosi per il rischio di caduta.

Possiamo fare qualcosa per evitare la ricomparsa di un attacco di vertigine?

In questo caso ci muoviamo un po’ nel buio: sappiamo quali patologie possono provocare il sintomo, ma ancora non abbiamo certezze su cosa lo scateni. Nella mia esperienza ho notato che l’adozione di alcuni stili di vita possono portare giovamento; ad esempio, nella Malattia di Ménière, che è legata all’aumento della pressione dei liquidi labirintici, ho notato che alcuni pazienti hanno dimezzato l’effetto della malattia con una drastica riduzione del sale negli alimenti.
Di certo, è da evitare la sedentarietà: fare movimento per tutelare il tono muscolare e per mantenere sveglio il riflesso vestibolo oculomotore può essere un modo, non dico per evitare la vertigine, ma quantomeno per minimizzare il sintomo. Poi, sembrerà bizzarro, ma guardare una partita di tennis (sul campo) è utilissimo perché gli occhi si muovono rapidamente da un lato e dall’altro: perfetto come allenamento, come rinforzo del sistema labirinto.

Ci sono comportamenti che possono provocare un danno al labirinto e quindi richiamare la vertigine?

In linea generale, no. A parte l’epotossicità: c’è un lunghissimo elenco di farmaci che possono avere, a lungo andare, un effetto tossico sul labirinto. Tuttavia, spesso si tratta di farmaci la cui sospensione mette in serio pericolo il paziente e che, di conseguenza, non possiamo eliminare.

Cosa fare quando si ha un attacco di vertigini? Esistono strategie per ridurne la durata e/o l’intensità?

Cercare un riferimento visivo, mantenere l’occhio fermo su un punto preciso dell’ambiente; mai tenere gli occhi chiusi. Infine, rimanere sdraiati… e questo non dice solo l’otorino, ma trova d’accordo anche il cardiologo perché, se c’è una terapia antiipertensiva che per vari motivi in quel momento è eccessiva, alzarsi di scatto significa avere un fenomeno di ipotensione ortostatica rischiando la caduta.

Nelle persone anziane l’instabilità e le vertigini sono frequentissime, voi otorinolaringoiatri potete intervenire?

Certo. E dobbiamo intervenire perché la caduta nell’anziano può avere conseguenze devastanti; però è importante sapere che la causa può essere il labirinto, ma anche la vista o il cuore o la circolazione. Noi interveniamo, definiamo, ma dobbiamo lavorare collegialmente con altri specialisti. Qui, il medico di famiglia è importantissimo, in quanto conosce la storia clinica del paziente. Ciò che mi preme sottolineare è che l’anziano, e chi eventualmente se ne prende cura, non deve mai sottovalutare questi sintomi e considerarli una sorta di male inevitabile dell’età: se ne deve sempre parlare col medico di famiglia.

 

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